Storia

Sorta per volontà del Card. Domenico Jacobini e su impulso di Papa Pio IX nel 1871; eretta canonicamente con decreto del 23 agosto 1871 a firma del card. costantino patrizi, vicario di sua santità per la diocesi di roma; decorata col titolo di “primaria” da Papa Pio ix il 5 settembre 1871; insignita di privilegi spirituali per la costituzione dell’oratorio da parte di papa pio ix in data 24 novembre 1876; destinataria di indulgenze per i soci con breve del 5 dicembre 1876; incaricata per la prima volta della sorveglianza degli ingressi della Basilica Vaticana e delle Basiliche Maggiori di Roma e delle Porte Sante nell’Anno Giubilare 1900 da Sua Santità, Papa Leone XIII.
 
 

Card. Domenico Maria Jacobini, fondatore della Società "Artistico-Operaia"
Eredità delle Università di Arti e Mestieri
 
Modellata sulle Università di Arti e Mestieri, sorte nel lontano Medioevo con il duplice scopo di formare alla pietà cristiana gli artisti e gli operai e di tutelare i loro interessi di categoria, la “Primaria Associazione Cattolica Artistica ed Operaia di Carità Reciproca” deve la sua  fondazione alla esplicita volontà di Papa Pio IX ed alla coraggiosa iniziativa di Mons. Domenico Jacobini (poi Cardinale e Vicario Generale di Sua Santità per la città di Roma) il quale, gettatene nel 1871 le basi con l’aiuto del Marchese Girolamo Cavalletti, del Cav. Basile Bonanni e dello scultore Cesare Aureli, ne ottenne in seguito la erezione canonica con decreto del 23 agosto dello stesso anno, a firma del Cardinale Costantino Patrizi, Vicario Generale del Papa.
Scorrendo il primo Statuto dell’Associazione e riflettendo sul motto che la contraddistingue: “Concordes in Christo, mutuam charitatem exhibent“, si osserva facilmente come la carità reciproca, la mutua comprensione e una cristiana solidarietà fossero gli obiettivi a cui i Soci, suddivisi in 306 Arti, Mestieri e Industrie, erano invitati ad conformare la loro vita associativa. Altro scopo primario della ”Artistico-Operaia” fu l’unità di interessi tra lavoratori e datori di lavoro. 
L’Associazione non si occupava direttamente delle questioni economiche, quali il tasso dei salari e le condizioni di vendita dei prodotti, ma cercava di farlo per via indiretta, facilitando amichevoli rapporti tra il padrone e l’operaio e predisponendo cosi ambedue ad una più caritatevole interpretazione delle proprie ragioni e ad un più giusto apprezzamento dei rispettivi bisogni.
Il prestigio della “Artistico-Operaia” fu, nei primi decenni di vita, notevolissimo non solo perché tale Associazione costituì, con le sue Scuole di Arti e Mestieri, il primo esempio delle rinnovate corporazioni cristiane, ma anche perché essa, per prima, tentò di arginare l’avanzata dei principi anarchici nel mondo operaio. Per rendersi, poi, conto della sua eccezionale vitalità, basterà scorrere l’elenco delle più significative iniziative, intraprese dalla “Artistico-Operaia” sia nei primi decenni di vita come nei tempi successivi, fino ai nostri giorni.
Dalle Scuole Artigiane all’Università d’Arte Cristiana
 
Si passa dalle fiorenti Scuole Serali Artigiane, ideate ed attuate fin dal 1873, e nelle quali si formarono migliaia di valenti artigiani romani, ai successivi corsi liberi del ramo artistico (ornato, figura, architettura), ai Corsi per il ramo industriale (nel 1916), alla Scuola d’Arte della Vetrata (nel 1921) ed alla Sezione di Arte Cristiana (nel 1927). Queste, nel progetto dell’ideatore, Prof. Biagio Biagetti, avrebbero dovuto rappresentare i primi raggruppamenti di una costituenda Università dell’Arte Cristiana. Si arrivò anche alla costituzione, per iniziativa dei soci, Scultore Aurelio Mistruzzi e pittore Corrado Mezzana, della sezione dell’Artigianato Femminile (3­7­1945) e del Centro Nazionale dell’Artigianato (1­4­1946), come pure all’allestimento, in occasione della celebrazione degli Anni Santi, di importanti mostre nazionali di arte sacra e di artigianato artistico, L’Associazione ha dato vita dunque ad una serie di gesta gloriose e memorande nella storia del Cattolicesimo romano ed italiano.
 
 
                                                Una palestra di cultura religiosa e di arte
 
Meritano un particolarissimo ricordo gli indimenticabili Corsi di apologetica cristiana, iniziati nel 1925, svolti con vivo entusiasmo da Mons. Salotti e che per molti anni, in un ciclo di 5 corsi, fecero del palazzo di Via dell’Umiltà 36 (sede storica dal 1900 al 1970) una palestra di cultura religiosa e della ”Artistico-Operaia” una vera e propria università popolare per lo studio dei più grandi problemi dello spirito. 

Nel decennio 1972­ – 1982, nella successiva sede di Via della Greca, 4, si svolsero 8 seminari di Studi Sociali su “Cultura e Società”, comprendenti numerosi Corsi di aggiornamento culturale per centinaia di diplomati, laureati e docenti. Si sono avvicendati sulla cattedra, o hanno partecipato alle tavole rotonde oltre 300 fra rettori di Università, presidi di facoltà, professori universitari ed insigni personalità dell’arte, della letteratura, del teatro, della scienza, dello spettacolo, del giornalismo ed in genere dei mezzi di comunicazione sociale.

 

                                                                          a servizio dei deboli
 
Non possono essere dimenticati: 
il “Fondo per gli infermi” che nel 1901 aveva già erogato L. 484.899, assistito 21.184 sofferenti e soccorso 749 fra vedove e orfanelli;
la “Divisione sanitaria”, destinata ad assicurare ai soci l’assistenza medica gratuita; 
il “Fondo pensioni”, costituito il 7 luglio 1882; 
la Convenzione stipulata con la maggior parte delle farmacie cittadine per offrire ai soci e alle rispettive famiglie una riduzione sul costo dei medicinali; 
il “Fondo Cronicismo”, ideato a favore degli inabili al lavoro per infermità ed anzianità.
Grande presa sull’animo degli associati ebbero in quei tempi anche: 
la fondazione di una “Cassa di mutuo soccorso “;
l’istituzione della “Banca di Risparmio Artistica ed Operaia”, la quale, già nel 1886, elargiva, con spirito più che moderno, “prestiti sull’onore”;
l’apertura nel 1909, in viale Parioli, di fronte alla Villa del Seminario Romano, di una spaziosa Palestra per il Club sportivo Ardos
la creazione di un “Istituto cooperativo per le case economiche” che, in data 20 maggio 1887, acquistò e successivamente assegnò ai soci 500 appartamenti comodi e igienici, raggruppati in quattro grandi isolati, al quartiere Marmorata e provvisti di una sala di allattamento, di scuole gratuite maschili e femminili, di una farmacia con medico stabile, di un posto di guardia per la sicurezza dell’intero quartiere, oltre che di una grande bella chiesa con annessi edifici per l’asilo d’infanzia, scuole e ricoveri; 
la costituzione, in data 6 dicembre 1903, dell’ “Ufficio del lavoro”, quale esecuzione dello spirito della enciclica sociale di Papa Leone XIII LA “Rerum novarum“, avente come propri compiti quello di procurare lavoro agli operai, secondo una scrupolosa giustizia dei rapporti fra committenti e lavoratori, e di studiare i mezzi più adatti per migliorare le sorti delle singole arti e professioni. Ne fu guida, capo e moderatore intelligente e solerte Mons. Carlo Salotti; 
la fondazione nel 1917 di un “Fondo decessi” per portare soccorsi alle famiglie degli associati defunti.

 

                                                                          arte e artigianato
 
notevole risonanza ebbero allora le meravigliose esposizioni annuali di lavori artistici ed artigiani, organizzate in Roma dalla Divisione delle Belle Arti dell’Artistico ­Operaia. vi fu la partecipazione di una larga delegazione di “Soci visitatori” all’ Esposizione Nazionale di Milano del 1881, una numerosa schiera di “Soci espositori” all’Esposizione Vaticana del 1892 ed a quella Generale Italiana di Torino, nella quale l’Artistico ­Operaia non ottenne il premio al quale era stata proposta perché la Giuria, composta in maggioranza da anticlericali, fece votare una pregiudiziale che escludeva da ogni premio qualsiasi società di carattere Confessionale. Si consideri anche l’efficace inserimento dell’Artistico ­Operaia nelle strutture cittadine, oltre che l’affiliamento e la raccolta federativa, sotto la sua egida di “Associazione Primaria”, di oltre 70 società artigiane ed operaie in tutta Italia e anche all’Estero (fra queste vivacissime quelle di Lisbona e Salonicco).

 

                                                                      la tutela dei lavoratori
 

Sincere e concrete espressioni di solidarietà umana e cristiana l’”Artistico-Operaia” offrì nel 1875 ai fratelli francesi, colpiti da terribili inondazioni, nel 1883 ai danneggiati dal terremoto di Casamicciola, nel 1884 ai colpiti dal colera nel Meridione, ne1 1885 ai danneggiati dal terremoto in Spagna e ai colpiti dal colera a Palermo, nel 1915 ai colpiti dal terremoto della Marsica, durante la prima guerra mondiale alle famiglie dei soci richiamati alle armi, e successivamente, in tante altre circostanze dolorose, a quanti ad essa si rivolsero, chiedendo aiuti.

Espressioni evidenti della incisività dell’Associazione Artistico-Operaia sulle masse degli operai e degli artigiani e del suo attaccamento ai principi cattolici e alla Sede Apostolica furono: 
la raccolta, in data 16 ottobre 1902, da parte dell’ ”Artistico-Operaia”, di 302.000 firme di lavoratori della terra e delle officine, i quali intendevano presentare in tale modo omaggio al Papa Leone XIII, dai contemporanei definito il “Pontefice degli operai”; 
la domanda presentata dagli operai in data 10 agosto 1903, ed il successivo ottenimento, da parte del Santo Padre Pio X, della Benedizione Apostolica per 500.000 propri aderenti di tutta Italia; 
l’energica difesa dei principi e delle istituzioni cattoliche in numerose circostanze (ad esempio l’eliminazione della Croce dal Campidoglio, l’erezione del monumento a Giordano Bruno in Campo dei Fiori, il disegno di legge e l’azione del Governo contro le Opere Pie, il tentativo di abolire l’insegnamento religioso nelle scuole elementari, i selvaggi fatti di Genova durante i quali fu barbaramente ucciso un operaio cattolico, lo scherno e l’oltraggio lanciato dal Sindaco Nathan contro il Vicario di Cristo, ecc.).
 
Verso la “Rerum Novarum” e le questioni sociali
 
nel decennio precedente alla pubblicazione della “Rerum Novarum“, l’Artistico-Operaia fu al centro di alcune importanti riunioni di esperti di questioni sociali, promosse da Mons. Jacobini, nel quadro delle discussioni sollecitate dalla Santa Sede, in preparazione all’interessantissima enciclica. 
Ma cadde la speranza di un costruttivo dialogo con il mondo liberale.  lo Jacobini, scottato dalle ingiustizie perpetrate contro l’Artistico-Operaia, e dall’episodio all’Esposizione Generale Italiana di Torino del 1884, protestò vibratamente contro la Direzione della Società, presentando rimostranze al Principe Amedeo Duca d’Aosta, Protettore della iniziativa.

Il Conte Francesco Vespignani, Presidente dell'Associazione per oltre 25 anni
cenacoli di Studio
 
lo Jacobini fondò, nel 1885, nei locali dell’ ”Artistico-Operaia”, una “Unione per gli studi sociali”, delle quali furono assidui frequentatori gli antesignati di tutto il moderno movimento sociale cattolico: da mons. Marmillod, a Mons. Cavagnis Svampa, a Mons. Filippo Giustini, tutti e quattro destinati alla porpora e molti altri,
Questo primo cenacolo andò allargandosi negli anni seguenti ed assorbì in parte le forze di un altro circolo di studiosi e di gentiluomini che si riunivano in casa del Principe Paolo Borghese. Di questi primi cattolici sociali amiamo ricordare l ‘Avv. Burri che pubblicò nel 1888 un libro sul “lavoro”; il Conte Edoardo Soderini, Presidente generale dell’ ”Artistico-Operaia” dal 1910 al 1913 e poi membro della Camera dei Deputati e Senatore, il quale, insieme al Burri, pubblicava, nel Bollettino mensile della nostra Associazione, delle note di sociologia cristiana e più tardi compilò un’opera, al suo tempo assai letta, su “Cattolicesimo e Socialismo”. Oltre a questi c’era anche il Senatore Santucci, ed il più autorevole di tutti, Mons. Talamo, uomo di grande intelligenza, conosciutissimo come filosofo tomista e che, dopo la comparsa della “Rerum Novarum“, fondò e diresse fino al dopoguerra la Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliare, trasferita poi a Milano, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. 
Furono questi ed altri studiosi ad offrire un validissimo contributo alla costituzione della celebre “Union International Catholique d’etudes sociales et économiques de Frigourg” ed alla preparazione dell’enciclica “Rerum Novarum”.